Giovedi, 23 Febbraio 2012

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#BastaCasta

Palazzo Chigi, lo scandalo delle consulenze esterne (Video)

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La redazione IDV
  A Palazzo Chigi va in scena il festival dei favori agli amici e agli amici degli amici.

Il deputato idV, Francesco Barbato denuncia lo sperpero di denaro pubblico perpetrato attraverso le consulenze affidate a personale esterno. E questo nonostante i 214 dirigenti di seconda fascia, tutti dipendenti pubblici, assunti con regolare concorso presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ennesimo esempio di quella casta parassita, arrogante e spendacciona che troppo spesso si annida all'interno delle nostre istituzioni.

Consulenze, denuncia Barbato, assolutamente non necessarie, pagate profumatamente (si parla di una media di circa 200mila euro all’anno), e affidate anche a pensionati d'oro, ex dipendenti che "continuano a stare lì" e a svolgere i più svariati compiti, sponsorizzati dai partiti che sorreggono la maggioranza di governo.

Barbato chiede al presidente del Consiglio, Mario Monti "di cacciare fuori tutti questi 'abusivi' da Palazzo Chigi". Basterebbe questo, dice, per far risparmiare allo Stato quasi la stessa cifra che si otterrebbe riducendo il numero dei parlamentari.

La casta taglia gli stipendi: riforma annacquata

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La redazione IDV

La Camera taglia stipendi e rimborsi dei deputati per 700 euro netti mensili. Titoloni dei giornali e infinite discussioni in Tv. In realtà per i parlamentari cambierà poco o nulla.

Lo spiega bene Antonio Borghesi, vicepresidente del gruppo IdV alla Camera, in questa intervista al quotidiano Leggo

Si poteva fare di più?
«È una riforma annacquata, ampiamente insufficiente. Bisognava avere più coraggio, si doveva fare di più. Mi pare che la Camera risparmierà qualcosa sul lordo, ma sul netto i parlamentari sentiranno poca differenza».

Si riduce però il sistema dei rimborsi forfettari.
«Ma solo al 50% e non si capisce perché. Inoltre fra le spese che devono essere certificate c’è un po’ di tutto: consulenze, gestione dell’ufficio, convegni e sostegno delle attività politiche. Noi chiedevamo invece che i rimborsi venissero erogati al 100% solo davanti a spese certificate».

Almeno spariscono i vitalizi.
«Anche lì una riforma insufficiente. I cittadini continueranno a pagare per gli ex parlamentari 200 milioni di euro per almeno 20 anni. La riforma del sistema contributivo, così come è stata predisposta, anziché limitarsi a valere sulle quote prelevate ai deputati, prevede un esborso da parte della Camera, pari al triplo di quello versato dai deputati, con un costo ulteriore di 35 milioni l’anno».

C’è anche una rivalutazione Istat.
«E del 100% dell’indice, alla faccia dei lavoratori che guadagnano 1.400 euro al mese e che la rivalutazione se la sono scordata da un pezzo».

La commissione Giovannini scopre l'acqua calda, ora si agisca

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La redazione IDV
 Dopo la pubblicazione del rapporto Giovannini, che indica i parlamentari italiani in cima alla classifica europea per quanto riguarda la retribuzione, noi dell'Italia dei Valori non ci siamo stupiti: sono cose che andiamo dicendo da tempo, una situazione di privilegio che combattiamo con proposte di legge e ordini del giorno in Parlamento da sempre. 

“L’Italia dei Valori - ha ricordato il presidente Antonio Di Pietro - in tempi non sospetti, ha presentato alla Camera una proposta per abolire i vitalizi. Gli unici che hanno votato a favore sono stati i ventidue deputati dell’IdV. Occorre effettuare seri tagli ai costi della politica, partendo dalla riduzione degli stipendi e del numero dei parlamentari, dall’abolizione delle province e dai tanti sprechi rappresentati dagli Enti inutili, per arrivare ad una drastica scure al settore delle armi."
"L’Italia dei Valori continuerà la sua battaglia, anche se in solitudine, e chiede al governo Monti - conclude Di Pietro - di prendere in considerazione le proposte che ha presentato in Parlamento per l’abbattimento dei costi della casta. 

Assurde, per l'IdV, le critiche che si sono levate dall'interno dei palazzi del potere contro i risultati della Commissione.

 giovannini

“Chi oggi contesta i risultati della commissione Giovannini - ironizza Niccolò Rinaldi, capodelegazione IdV al Parlamento europeo - potrebbe accettare di fare a cambio con un parlamentare europeo, oppure, se ha paura di prendere l'aereo, anche con quanto percepisce il sindaco di una grande città, anziché continuare a operare con due pesi e due misure quando si tratta di intervenire per tagliare i propri appannaggi, creando in questo modo la vera antipolitica che travolge la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. 
“Si è addirittura scomodata una Commissione condotta dal presidente dell'Istat – ha aggiunto - per stabilire il segreto di Pulcinella: che i parlamentari italiani sono i più cari d'Europa. Ma a Bruxelles il fatto era risaputo da tempo”. “Peraltro, di studi comparativi ne furono fatti già all'epoca, quando a Bruxelles fu discusso l'attuale Statuto unico del parlamentare europeo che uniformava il trattamento di tutti gli eurodeputati – ha proseguito Rinaldi -: a fare resistenza contro quel provvedimento in vigore dal 2009 furono soprattutto italiani, che erano proprio quelli che abbandonando il regime nazionale ci perdevano di più”. Secondo l'europarlamentare Idv, “la dimostrazione si ebbe alle elezioni del 2009, quando contrariamente alle elezioni precedenti, nessuno degli onorevoli nazionali optò per un posto a Bruxelles, trovando anche il ruolo di consigliere regionale spesso di maggiore soddisfazione economica”.

Quanto guadagna un onorevole

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La redazione IDV
Quanto guadagnano i parlamentari italiani by idvstaff

4 gennaio 2012, Massimo Donadi, deputato dell'Italia dei Valori, analizza punto per punto la busta paga di un onorevole.

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Equità, se non ora quando? (Video)

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La redazione IDV
La manovra messa a punto dal governo Monti è un'occasione persa. Poteva dare il via a una stagione di maggior rigore sui costi e sui privilegi della politica e sulla lotta all'evasione fiscale; poteva ridare slancio allo sviluppo anche attraverso le liberalizzazioni; poteva rimettere in moto l'occupazione prevedendo sgravi fiscali alle imprese che assumono.

Invece ha fatto la cosa più facile: caricare di maggiori tasse il ceto medio e medio-basso, facendo pagare il grosso della crisi e del risanamento dei conti pubblici a chi i sacrifici li ha sempre fatti, lasciando pressoché indisturbati i grandi capitali e gli evasori fiscali.  
Su questo si è concentrato l'intervento di Antonio Borghesi alla Camera dei Deputati. Il deputato dell'Italia dei valori ha chiesto al governo di correggere il tiro perché sono molti i capitoli di spesa su cui intervenire in modo da gravare meno sulle tasche dei cittadini.

Basta balle per rinviare i tagli agli stipendi parlamentari

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Antonio Borghesi

stipendi_parlamentari Basta balle per rinviare i tagli agli stipendi dei parlamentari. Si puó fare giá ora, senza nessuna forzatura. A Cicchitto, infatti, ribadiamo che sará in discussione, in quanto segnalato, il nostro emendamento 2.017 che interviene sul trattamento economico dei parlamentari. E' sufficiente che governo e relatori diano il loro parere favorevole, magari con una ri-formulazione, per ottenere il risultato.
Trattandosi di emendamento di iniziativa parlamentare e non governativa, non potrá essere sollevata alcuna obiezione in ordine all'autonomia costituzionale delle Camere rispetto al governo.

Il rimpallino dei vitalizi

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Gianfranco Mascia

Ma è davvero in dirittura d'arrivo l'abolizione dei vitalizi? In realtà ne sentiamo parlare da tempo e ben venga la delibera approvata ieri dal Consiglio di Presidenza del Senato che ha deciso di abolire questi privilegi.

Il problema è che la norma – se approvata definitivamente – sarà applicata solo dalla prossima legislatura. Quindi non toccherà i vitalizi dei parlamentari in carica.

Questa delle pensioni d'oro di deputati e Senatori è una storia che va avanti da tempo.

“Un anno fa in sede di discussione del bilancio i deputati fecero fronte bipartisan e bocciarono un emendamendo con cui i dipietristi volevano abolire i vitalizi. Da allora ad oggi l'intervento in aula dell'Idv antonio Borghesi che tuona contro la vergogna delle onorevoli pensioni, è stato visto sul web oltre 123.000 volte” - spiega oggi il Corriere della Sera.

Anche il Capogruppo alla Camera dell'Idv Massimo Donadi precisa sul quotidiano di Milano che “i primi benefici si vedranno tra quindici o vent'anni. Per avere un risparmio subito di centinaia di milioni l'anno bisognerebbe mettere mano retroattivamente ai vitalizi. La Camera, sprona l'onorevole, deve fare di più e meglio del Senato”.

Insomma, è inutile proporre demagogicamente una norma che cambierà le cose solo dal 2013, quando si può dare un chiaro segno di discontinuità da subito, tagliando le pensioni d'oro accumulate da Deputati e Senatori, anche da quelli attualmente in carica. Vedremo cosa farà la Camera dei deputati, sperando che non sia un gioco di rimpalli e rimpallini che annunciano grandi cambiamenti per poi non cambiare niente.

Borghesi e Idv contro i privilegi della Casta (video)

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La redazione IDV
L'Italia dei Valori è probabilmente l'unico partito che lotta concretamente contro i privilegi della Casta. Concretamente perché propone norme, raccoglie firme per una legge di iniziativa popolare (come per l'abolizione delle Province), promuove progetti di legge come quello presentato dal deputato Idv ed economista, Antonio Borghesi già il 13 maggio 2008, per diminuire il numero dei parlamentari, dei membri del Governo e dei componenti dei consigli e delle giunte regionali. Con la medesima legge, si prevedeva di sopprimere il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro. Altra sua proposta, contestuale, riguardava la riduzione dei costi della politica, il contenimento della spesa pubblica e la riduzione del debito pubblico.
La Camera respinse in blocco e il voto favorevole fu solo quello dei deputati dell'Italia dei Valori.
Ancora, il 28 giugno 2011, Borghesi presentò una contromanovra finanziaria a favore delle famiglie, dei giovani, dell'impresa, del lavoro, della formazione, dell'istruzione. Il piano prevedeva meno costi della politica (eliminazione del vitalizio ai parlamentari nazionali e regionali, dei rimborsi elettorali ai partiti, dei contributi all'editoria, dimezzamento dei parlamentari e abolizione delle province), meno spese dell'amministrazione pubblica (con diverse razionalizzazioni) e più misure fiscali. Per un risparmio complessivo, sino al 2015, di 60 miliardi di euro.
La Casta (naturalmente) bocciò tutto, ma ora, a distanza di pochi mesi si dice pronta ad abolire certi suoi vantaggi. A parole... infatti lo 'dice', ma non lo fa.
Intanto Borghesi e l'Italia di Valori, in perfetta solitudine, continuano la loro battaglia contro i privilegi della politica. Argomento che hanno messo tra le condizioni per appoggiare il nascente governo Monti.

Primo, tagliare sprechi e privilegi

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La redazione IDV

Non saranno lacrime e sangue, ha promesso in presidente del consiglio incaricato Mario Monti, e noi gli vogliamo credere. Ma sacrifici sì, ha aggiunto, quelli saranno necessari e non è difficile prevedere che si tratterà anche si sacrifici pesanti.
Inutile spargere illusioni: quei sacrifici il governo Monti li chiederà a tutti, dunque anche a chi già ne ha fatti troppi. Ma sarebbe letteralmente un’indecenza se prima non costringesse chi al contrario non ne ha mai fatto a dare il buon esempio iniziando dai propri privilegi invece che salvando solo quelli.
Di quelle aree di privilegio e profonda iniquità la politica è una delle prime e delle più odiose proprio perché le stesse persone che con una mano chiedono e impongono sacrifici agli altri, i politici appunto, sono quelli che con l’altra difendono i  loro privilegi. E’ da lì che bisogna partire stavolta, da quei privilegi che il governo Berlusconi ha fatto finta di toccare senza mai farlo davvero.
Non è questione di chiacchiere ma di leggi. Le Province, quelle che tutti dicono di voler abolire tanto parlare costa pochissimo, devono essere eliminate: 110 con 117 capoluoghi, costo secco 13 miliardi e passa di euro ogni anno. Ma non ci sono solo quelle: comunità montane, consorzi di bonifica, circoscrizioni… Se c’è una cosa che in Italia non scarseggia sono gli enti inutili.
Sino all’ultimo questo Parlamento ha difeso le proprie tasche facendo fallire ogni tentativo di togliere i vitalizi ai parlamentari e ai consiglieri regionali e confinando il dimezzamento dei primi e dei secondi in quel regno delle buone intenzioni da realizzarsi l’anno del mai e il mese del poi.
Si potrebbe in fondo intervenire persino sugli emolumenti di senatori e deputati. Non è una vessazione contro i poveri parlamentari. E’ solo che da noi guadagnano circa il doppio che nel Regno unito, e non è che lavorino di più.
Stesso identico discorso per i rimborsi elettorali, cioè per il finanziamento ai partiti camuffato per aggirare la volontà popolare espressa da un referendum, per le auto blu, che da noi si contano a decine migliaia, nel resto del mondo a decine e basta. Ma questa è solo la classica punta emergente dell’iceberg. Se si andasse a controllare il livello raggiunto dalla clientela e dai conseguenti sprechi ovunque, il risultato sarebbe sorprendente.
E’ qui che il governo Monti deve dimostrare da subito la propria grinta: non sfidando la povera gente senza potere ma prendendo di petto i potenti. Se lo farà, sarà partito col piede giusto. In caso contrario non ci metterà molto a finire circondato dallo stesso discredito e dal medesimo rancore che tanti cittadini nutrono ormai per la politica.

Monai, le iene e la Casta messa a nudo

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Carlo Monai

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L'on. Carlo Monai torna a colpire. Dopo la serie di interviste a l'Espresso nelle quali denunciava alcuni degli insopportabili privilegi di cui beneficia la casta in Parlamento, in un'intervista al programma di Italia1 "Le iene" il deputato di Italia dei Valori racconta il seguito che hanno avuto le sue denunce, tra cui l'aumento, finalmente, dei prezzi del ristorante del Senato. Ma il cammino per smontare il castello della Casta è ancora lungo.

Clicca qui per vedere l'intervista sul sito delle Iene.

Privilegi della politica, Di Nardo (Idv) risponde al Corriere

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La redazione IDV
Dopo essere stato citato, a torto, sul Corriere della Sera in un articolo firmato da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, il senatore dell'Italia dei Valori, Aniello Di Nardo precisa la sua posizione in una lettera inviata al quotidiano milanese.
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