banner testata violenza donne-01Si susseguono, a ritmo sempre più serrato ogni giorno, casi di agghiacciante violenza sulle donne e all’interno della famiglia, che spesso coinvolgono anche bambini. Oltre i casi estremi di “femminicidio” o di sterminio ci sono situazioni di ansia o di terrore vissute quotidianamente da donne e interi contesti familiari per gli atteggiamenti violenti di talune persone, generalmente maschi.Alla luce delle Convenzioni internazionali, specialmente la Convenzione ONU sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti della donna (CEDAW) adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 1979, entrata in vigore il 3 settembre 1981, ratificata e resa esecutiva dall’Italia con legge 14 marzo 1985, n. 132 e la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l’11 maggio 2011 e ratificata dall’Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 77, la reazione dello Stato italiano contro tale fenomeno si è rivelata inadeguata sotto i profili della non adeguata severità sanzionatoria, dell’esigenza del controllo rafforzato verso chi ha manifestato i primi sintomi di condotta violenta e di punizione di chi si sottrae agli obblighi imposti, della massima tutela delle vittime anche sotto il profilo risarcitorio.

Tale situazione viene considerata dalle Convenzioni internazionali come fortemente influenzata da fattori culturali, quali errati stereotipi della donna,
dell’uomo e della solidarietà familiare, carenza di attitudine alla gestione del conflitto, rilassamento della dimensione comunitaria, fattori che andrebbero
contrastati con programmi di educazione e quei valori e servizi educativi e rieducativi a livello tanto generale (predisposizione di piani di intervento) quanto individuale (centri di recupero antiviolenza); tale situazione qualifica il nostro Stato come tra i meno solleciti verso la serenità, la protezione e la tutela delle persone, soprattutto quelle più deboli.

 

CHIEDIAMO CHE…

Il Parlamento Italiano adotti subito provvedimenti veramente efficaci e immediati che prevedano uno stringente CONTROLLO delle persone violente attraverso misure, anche specifiche, di prevenzione, di sicurezza e cautelari “ante delictum”, SANZIONI detentive più severe ed esclusione dai benefici, la massima tutela delle vittime anche sotto il profilo del RISARCIMENTO, nonché volti a promuovere l’immediata predisposizione di SERVIZI educativi e rieducativi a livello tanto generale (predisposizione di piani di intervento) quanto individuale (centri di recupero antiviolenza), accertando le RESPONSABILITA’ delle inadempienze statali e locali per la mancata attuazione dei Piani annunciati ma non realizzati.

 

Scarica il volantino