Baby gang: Messina, Minniti usi pugno duro con i genitori

Il fenomeno delle baby gang non e’ nuovo e non puo’ essere usato come pretesto per chiedere l’abbassamento dell’eta’ dell’imputabilita’ dei minori, prevista oggi tra i 14 e i 18 anni. Per scongiurare una tale ipotesi non e’ necessario scomodare le elaborazioni della scuola sociologica americana ne’ quella della piu’ avveduta cultura italiana sulla creazione sociale della delinquenza minorile.Il degrado economico e culturale, soprattutto delle famiglie di provenienza e dei contesti di vita del minorenne, determina fortissime pressioni sulla condotta deviante. Ed i ragazzi risentono localmente della forte influenza camorristica col bagaglio di violenza e prepotenza che la accompagna. La legge penale italiana, fra le piu’ avanzate del mondo, contiene gia’ una vasta gamma di misure, non necessariamente blande, che possono essere usate con discernimento per azioni di contenimento anche giudiziario.L’Italia non puo’ disattendere le convenzioni internazionali ne’ puo’ eludere la risoluzione 45/115, da essa stessa proposta e approvata nel 1990 dall’Assemblea generale dell’Onu per la quale i minori che risentono dell’influenza malavitosa non possono essere puniti piu’ degli adulti, partendo proprio dai loro genitori, che non hanno esercitato il ruolo educativo”, ricorda il segretario dell’IDV. “Lo Stato italiano mostri il suo volto presente e duro ma non verso i minorenni, bensi’ nei confronti del mondo adulto che non li ha saputi preservare dalle culture violente. Rivolga anche verso i minorenni un’attenzione ferma ed eviti di eliminare le misure di sicurezza verso i non imputabili, attuando misure che educhino al rispetto delle regole ma non li chiami ad essere i soli responsabili della situazione aumentandone la punibilita’. Il Governo dia ancora una volta segno di saggezza resistendo alle pulsioni non riflessive.

 

 Lo dichiara in una nota Ignazio Messina, segretario nazionale dell’IDV ed esponente di Civica Popolare – Lorenzin.