
AGGIORNAMENTO 8/8/2012 --- Scarica il testo dell'ordine del giorno
“L’Ordine del Giorno accolto ieri dal Governo non lede in alcun modo il diritto alla salute dei cittadini, specie di coloro che sono affetti da malattie rare, croniche ed invalidanti che sono, evidentemente ed ovviamente, esclusi da quanto previsto dal nostro atto di indirizzo”. Lo dichiara Antonio Palagiano, Presidente della Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari e primo firmatario dell’ordine del giorno.
“Esso rappresenta – prosegue il Presidente - una linea che l’esecutivo potrà seguire, anche perfezionandola, in un futuro provvedimento di vera “spending review” e che ha l’unico obiettivo di razionalizzare e ottimizzare la spesa farmaceutica, senza ledere minimamente il diritto alla salute dei cittadini. In particolare la nostra proposta, che prevede l’indicazione di un solo pezzo per ricetta, è volta a limitare l’iper-prescrizione dei farmaci per le patologie acute, scoraggiando i fenomeni di accaparramento da parte dei pazienti, le pressioni anomale da parte dell’industria, le illegalità da parte di operatori sanitari disonesti. Il nostro OdG – continua Palagiano - non si applica ai “soggetti che, in base alle disposizioni vigenti, usufruiscono del diritto alla prescrizione fino a tre pezzi”. Sono quindi esplicitamente esclusi dal provvedimento da noi proposto, tutti i pazienti con patologie croniche, ovvero tutti i cittadini cui è stato riconosciuto il diritto all'esenzione ai sensi del D.M. 1.2.91, del D.M. 28 maggio 1999, n. 329 - Regolamento recante norme di individuazione delle malattie croniche ed invalidanti - e successive integrazioni ed al D.M. 18.5.01 n. 279, limitatamente ai farmaci correlati strettamente alla propria patologia, per i quali è attualmente consentita dalle disposizioni legislative citate la pluri-prescrizione fino a tre pezzi per ricetta. Sono altresì esclusi i pazienti che utilizzano farmaci per la “terapia del dolore”.
“Mi auguro – conclude il presidente della Commissione d’inchiesta - che lo spirito di questa proposta non venga frainteso o male interpretato né dai pazienti, né, soprattutto, dai medici di base, la cui funzione di controllori della spesa non è messa in discussione. Si tratta di una semplice operazione di buon senso, per ridurre la spesa ed evitare i costi derivanti sia dall’accumulo che, soprattutto, dal conseguente smaltimento dei farmaci in eccesso”.
La Camera dei Deputati ha approvato oggi un mio ordine del giorno che impegna il Governo ad attivarsi al fine di prevedere, per i medicinali rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale, la limitazione della prescrivibilità a un solo farmaco per ricetta, tranne che per gli antibiotici monodose e quei soggetti che già usufruiscono della possibilità di averne prescritti tre (cittadini cui è stato riconosciuto il diritto all'esenzione per malattie rare, croniche ed invalidanti ai sensi del D.M. 1.2.91, del D.M. 28 maggio 1999, n. 329 - Regolamento recante norme di individuazione delle malattie croniche ed invalidanti - e successive integrazioni ed al D.M. 18.5.01 n. 279, limitatamente ai farmaci correlati strettamente alla propria patologia).
L’articolo 15 della c.d. “spending review” contiene disposizioni dirette a ridurre la spesa farmaceutica, che tuttavia rischiano di essere inutili perché non agiscono sulle cause e non consentono di ridurre gli sprechi. Si è applicata ancora una volta la logica dei “tagli lineari”, senza alcun provvedimento per ridurre effettivamente i costi reali all’origine, per agire sulle prescrizioni improprie, sugli sprechi e sulle illegalità che gonfiano la spesa farmaceutica territoriale.
L’ordine del giorno prevede invece una misura semplice, già sperimentata in passato nella Regione Lazio con risparmi di quasi il 40% nel periodo considerato, in grado di contribuire a contenere la spesa farmaceutica senza oneri per la finanza pubblica, che porterebbe a una diminuzione consistente degli sprechi. Tutti i componenti della filiera del farmaco ne avrebbero dei benefici: il paziente sarebbe portato a richiedere la prescrizione dei soli farmaci necessari; il medico sarebbe scoraggiato a prescrivere farmaci ulteriori e inutili, il farmacista fornirebbe solo quelli realmente indispensabili. Dobbiamo sottolineare che gran parte dei farmaci erogati dal SSN non vengono utilizzati, scadono e devono essere smaltiti. Quindi allo Stato costano due volte. Infine, un altro effetto non trascurabile sarebbe quello di rendere più difficile le illegalità che affliggono il settore, impedendo che le ricette su cui è indicato un solo prodotto vengano alterate, aggiungendo successivamente un altro farmaco, magari ad alto costo, prima della consegna delle ricette all’ASL per richiederne il rimborso.




