
La prossima settimana l’Aula della Camera sarà chiamata a votare un provvedimento sulla proroga delle missioni internazionali delle forze armate italiane (decreto legge del 29 dicembre 2011, n.215), e tra queste salta agli occhi, ancora una volta, il rinnovo dell’impegno militare in Afghanistan. Sarà prorogato, infatti, fino al 31 maggio 2013… ed io, ancora, una volta, continuo a chiedermi perché? Perché restare ancora in un territorio che ha portato al nostro Paese molta più morte che non risultati positivi. Basta soltanto dare qualche numero per capire quanto, fino ad oggi, sia costata la presenza italiana in Afghanistan, e, purtroppo, non solo economicamente.
I soldati schierati sul fronte di guerra afgano, dal 2001, sono 4.300. 45, finora, i caduti italiani. Centinaia i feriti. La missione militare in Afghanistan costa ogni anno circa 800 milioni di euro, pari a oltre 2 milioni al giorno. Ad oggi, quindi, la guerra in Afghanistan è costata agli italiani quasi 4 miliardi di euro. E noi siamo ancora là.
Proprio in questi giorni il presidente afghano Hamid Karzai è in Europa per assicurarsi il sostegno dei principali alleati. Durante la tappa italiana ha assicurato che se le truppe dovessero ritirarsi prima del 2014 – termine previsto – l’Afghanistan sarebbe in grado di gestire il ritiro della NATO in maniera fluida. Un velato invito, quello di Karzai, ad abbandonare il fronte e dedicare al suo Paese un aiuto in termini economici e di cooperazione allo sviluppo. Ma l’Italia per questo nuovo anno di impegno in Medio Oriente ha previsto più di 747 milioni di euro per le operazioni militari, e meno di 35 milioni per la Cooperazione allo sviluppo.
Il segno è evidente: il Governo, anche quello attuale, non ha alcuna intenzione di abbandonare il fronte militare afgano, anzi mette in campo la volontà di continuare a guerreggiare spendendo fior di risorse economiche che potrebbero essere utilizzate dal Paese in maniera diversa – specie in un momento difficile come quello che stiamo vivendo – ma, soprattutto, mettendo a rischio, ogni giorno, la vita di molti nostri giovani connazionali.
Io continuo a chiedermi perché… ma intanto, siamo ancora là. È già.
Afghanistan: e noi siamo ancora là…




