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Antonio Palagiano

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Non solo sanità… la mia Rivoluzione Civile

dal sito www.karakteria.org
Buongiorno onorevole. Intanto vogliamo presentarci ai lucani e presentare, per così dire, il suo curriculum che è di tutto riguardo? Quali incarichi ha ricoperto e cosa ha prodotto durante la sua passata esperienza in parlamento?... Continua a leggere

 
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Per una sanità migliore

Una vera riforma del SSN non può prescindere dalla fine del legame perverso tra sanità e politica. Solo così si potrà garantire ai cittadini un sistema sanitario efficiente e in grado di rispondere ai bisogni di tutti. La crisi economica che viviamo non può rappresentare l’occasione per negare o limitare il diritto alla salute sancito costituzionalmente. Una sanità migliore passa attraverso la definizione dei costi standard, l’implementazione della rete territoriale, gli aiuti ai non autosufficienti, l’applicazione dei Lea su tutto il territorio nazionale, l’introduzione di regole che garantiscano la massima trasparenza su gare e concorsi. Ma, anziché ridurre i costi del carrozzone sanità, troppo ancora legato alla politica, e combattere gli sprechi, in questi anni si e’ preferito tagliare i posti letto, così da congestionare ancora di più i pronto soccorso, o costringere le aziende sanitarie a tagliare sui farmaci più innovativi e ad acquistare dispositivi medici a basso costo e di qualità più scadente.
In questo video i miei interventi in Parlamento “Per una sanità migliore”: dagli emodanneggiati alla responsabilità professionale medica, dalla sperimentazione clinica alla medicina di genere, dallo scellerato taglio dei posti letto negli ospedali italiani fino alle vaccinazioni di massa.

 
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Costiera. Urge piano anti criminalità

E’ necessaria una riunione urgente di tutti i sindaci dei comuni peninsulari, allargata ai dirigenti di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, per concordare un piano d’intervento immediato a tutela dell’ordine pubblico e dell’incolumità delle persone. Solo la cooperazione tra le varie amministrazioni locali, in sinergia con le forze dell’ordine, può portare a risultati soddisfacenti per la prevenzione dei reati contro la persona e contro il patrimonio. E’ quanto mai indifferibile installare presso i punti sensibili della penisola, come piazze e stazioni, telecamere di videosorveglianza attive h 24, così come porre delle apparecchiature per la rilevazione delle targhe automobilistiche lungo Corso Italia e nei punti di passaggio obbligato per chi lascia la costiera sorrentina. È intollerabile che reati di così grave allarme sociale, come quelli consumati in penisola negli ultimi giorni, restino impuniti, lasciando, oltretutto, gli inquirenti privi dei più elementari strumenti di monitoraggio del territorio.

   
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Rifiuti e tumori, legame dimostrato

Il nesso tra patologie tumorali e inquinamento ambientale è purtroppo ampiamente dimostrato e mai come negli ultimi anni ne abbiamo avuto la certezza. Dal caso emblema di Taranto alla Campania, l’aumento delle neoplasie legate alla dispersione nell’aria, nell’acqua e nel terreno di rifiuti tossici è esponenziale e interessa sempre più spesso i bambini. Ci stupisce quindi la troppa leggerezza dimostrata dalle affermazioni del Ministro Balduzzi. Tanti gli studi medico-scientifici condotti in Campania negli ultimi 20 anni che confermano l’aumento del rischio di contrarre neoplasie in relazione all’accorciarsi della distanza tra abitazione e discarica abusiva. A titolo di esempio, i dati emersi da un’indagine condotta dal CNR tra il 1995 e il 2004 hanno chiaramente dimostrato che chi vive in prossimità di discariche manifesta molto più frequentemente tumori al polmone e al fegato, linfomi, sarcomi e malformazioni congenite. In questi soggetti, inoltre, tali patologie, si presentano in modo molto più aggressivo, con un incremento di mortalità del +12% per le donne e del +9% per gli uomini. È fondamentale, pertanto, istituire con sempre maggiore frequenza ed efficacia, nelle zone più ad alto rischio, specifici registri dei tumori, fondamentali strumenti di prevenzione e ricerca. Così come fondamentale sarebbe prevedere, in regioni come la Campania o la Puglia, dei piani sanitari ad hoc, affinché ambiente e salute siano tutelati con lo stesso impegno. Perché se il primo viene compromesso, inevitabilmente sarà compromessa anche la seconda.

 
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Nuovi lea? Aggiornamento solo virtuale

L’Italia attende la ridefinizione dei livelli essenziali di assistenza sanitaria da anni, ma appare molto sospetto questo aggiornamento, del tutto virtuale, proposto dal ministro Balduzzi proprio a ridosso delle elezioni. Avanziamo, in particolare, forti perplessità, per quanto riguarda l’anestesia epidurale. Per attuare nei nostri ospedali il tanto desiderato parto indolore, richiesto dal 90 % delle gestanti ma offerto soltanto dal 16% delle strutture, sarebbe necessario un numero ben più considerevole di anestetisti rispetto a quello oggi offerto nei nostri nosocomi. Le condizione attuali però sono ben diverse da quelle che lascia prospettare il ministro Balduzzi nell’inserire la partoanalgesia nei nuovi Lea. In un paese in cui esiste un deficit cronico di anestesisti e rianimatori è necessario, innanzitutto procedere all’assunzione di nuovi specialisti che possano far fronte alle richieste di pronto soccorso, alle esigenze degli interventi in sala operatoria e, infine, come auspicabile, anche nelle sale parto. Non si comprende quindi, al di là dei proclami, come fare per passare dalla teoria alla pratica.