Allarme sanità: è guerra tra medici ed infermieri

9Desta davvero preoccupazione il blitz del Governo,approvato con la legge di stabilità 2015, che concerne modifiche molto importanti sulle competenze e sulle funzioni di medici, infermieri, ostetriche ed altro personale della sanità.
Il comma 566 dell’art. 1 della succitata legge ridefinisce, di fatto, le responsabilità delle professioni sanitarie, limitando le competenze dei laureati in Medicina e Chirurgiaai soli “atti complessi e specialistici di prevenzione”, un termine ampio e generico che si presta alle più disparate interpretazioni da parte delle Regioni, delle aziende sanitarie ed addirittura delle singole Unità Complesse.
Tutti i sindacati medici sono andati all’attacco ed hanno scritto una lettera al Ministro Lorenzin, al Presidente della Conferenza delle Regioni Chiamparino e al coordinatore degli assessori regionali alla sanità, Coletto, protestando vivamente e non accettando che una modifica così importante della governance sanitaria sia stata inspiegabilmente inserita nella legge di stabilità e votata a colpi di fiducia.
Una modifica così cruciale andava discussa nelle opportune sedi, nelle Commissioni parlamentari di Camera e Senato e, infine, sottoposta al voto delle rispettive aule. Invece, sono state arbitrariamenteallargate le competenze degli infermieri col fondato sospetto che la manovra del Governo miri, più che a tutelare la salute, a contenere i costi della sanità,ricorrendo a un personale a retribuzione (ma anche competenza) più bassa.
Si tratta, a nostro avviso, di un vero e proprio attentato alla salute dei cittadini, garantita dall’art. 32 della Costituzione e già fortemente messa in crisi dall’autonomia regionale, introdotta nel 2001 con la modifica del Titolo V.
Il Ministro Lorenzin farebbe bene a chiarire le reali intenzioni del Governo ed a garantire l’erogazione della sanità in maniera omogenea sul territorio, con criteri di qualità e sicurezza.
Se altri tagli sono necessari, il Governo riduca gli sprechi, ancora presenti in alcune amministrazioni locali,dia il via alla legge anticorruzione e ai costi unitari dei dispositivi medici, ponga fine alle esternalizzazioni dei servizi e alle consulenze esterne e sblocchi il turnover del personale sanitario che ha compromesso l’erogazione delle cure. Infine, organizzi una vera terapia domiciliare, che, non solo determina un ingente risparmio, ma soddisfa l’esigenza dei pazienti e delle loro famiglie.

Antonio Palagiano

Responsabile Nazionale Laboratorio IdV