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Alessandra Tibaldi

Alessandra Tibaldi

Legge 40: ricorso confessionale e misogino del Governo

Alla fine il Governo ha presentato il ricorso contro la sentenza di Strasburgo sull'incostituzionalità della legge 40. Una sentenza arrivata dopo 19 pronunce dei tribunali italiani dello stesso segno.
Un ricorso presentato l'ultimo giorno utile, senza informare il Parlamento, per difendere una legge indifendibile, lesiva delle libertà individuali e del diritto alla salute delle donne.
Vale la pena di sottolineare che in pochissimi giorni l'appello lanciato su questo sito contro l'ipotesi del ricorso ha raggiunto oltre 3.000 sottoscrittori, a testimoniare la sensibilità diffusa nel nostro paese sulle questioni della laicità dello Stato.
Ma la campagna elettorale si avvicina ed evidentemente il Governo sobrio ha pensato di offrire al costituendo schieramento centrista lo scalpo di una scelta  misogina e confessionale.
Ancora una volta sulla pelle delle donne e di tante famiglie costrette alla scelta dolorosa dell'"esodo riproduttivo".


 
Alessandra Tibaldi

Democrazia paritaria: priorità politico-programmatica di IdV

La democrazia paritaria è una delle priorità politiche e programmatiche che Italia dei Valori si è data a Vasto. Abbiamo sostenuto in Parlamento la legge per il riequilibrio di genere negli Enti locali, forzando attraverso i nostri emendamenti sul 50/50, e tra i nostri duemila amministratori locali molte sono le donne, forti di esperienza politica e competenze.
La bocciatuta della legge di iniziativa popolare sull'introduzione della parità di genere nelle liste elettorali che si è consumata ieri nel Consiglio regionale pugliese rappresenta una bruttissima pagina istituzionale, tanto per il merito che per le argomentazioni che hanno accompagnato il dibattito in aula.
Maschilismo e misoginia hanno contraddistinto la maggior parte degli interventi dei consiglieri, nonostante l'appoggio al provvedimento del Presidente Vendola, e la richiesta del voto segreto da parte dell'opposizione ne ha reso possibile la bocciatura.
Italia dei Valori esprime il più netto dissenso rispetto a quanto accaduto, e si dissocia dalle posizioni assunte al riguardo da alcuni suoi esponenti in Consiglio, in spregio alle sacrosante battaglie fatte dal movimento delle donne in questo paese oltre che alla volontà espressa da oltre 30.000 cittadini e cittadine pugliesi con la sottoscrizione della legge.
La presenza delle donne in tutti i luoghi della decisione pubblica è per noi un elemento costituente dell'alternativa di governo e di società.
 
Alessandra Tibaldi

Le primarie non sciolgono il nodo dell'alternativa

Che oltre tre milioni di cittadini abbiano affollato i gazebo per le primarie è senz'altro un segnale di vitalità democratica. Ma da lunedì prossimo il tema della continuità o meno con le politiche dei Governi Berlusconi-Monti interrogheranno sia il vincitore del ballottaggio che l'ambiguità della carta d'intenti.
   
Alessandra Tibaldi

Violenza donne, IdV aderisce a Convenzione "No More"

La Convenzione nazionale "No More" contro la violenza maschile sulle donne, sottoscritta da moltissime realtà nazionali e locali oltre che da singoli cittadini e cittadine, rappresenta la scelta più giusta da promuovere quest'anno nella giornata del 25 novembre, e da propoprre a tutte le Istituzioni del paese,  chiamandole finalmente ad un'assunzione di responsabilità.
 
Alessandra Tibaldi

Se 3000 vi sembran poche...

Siamo ai primi 3000 no al ricorso del Governo contro l'Europa sulla legge 40!

Un'adesione straordinaria in pochissimi giorni. Donne e uomini che hanno infranto l'assordante silenzio del Parlamento sulla plateale bocciatura da parte della Corte Europea per i Diritti dell'uomo di Strasburgo sulla legge 40.

La storia di Italia dei Valori è fatta di coerenza tra gli annunci e gli atti concreti: lo abbiamo dimostrato con i referendum di giugno 2011, contro il nucleare e la privatizzazione dell'acqua, e lo dimostreremo la prossima settimana depositando in Cassazione i quesiti referendari contro la Casta, per il ripristino dell'articolo 18 e dei diritti mimini fissati dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.

Abbiamo fatto da sempre una battaglia chiara ed inequivocabile contro quell'obrobrio giuridico rappresentato dalla legge dell'allora Governo Berlusconi.

Non intendiamo lasciar decidere al Governo Tecnico se ricorrere o meno contro la sentenza di Strasburgo. La decisione spetta al Parlamento!

Daremo dunque voce alle vostre firme attraverso una mozione parlamentare nei prossimi giorni, per dire no al ricorso e si ad una nuova legge.