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Giovedì 5 Agosto 2010 - ore 18:30
Antonio Di Pietro in Abruzzo


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Blog di Antonio Di Pietro

www.antoniodipietro.com
Bastava leggere prima di scrivere
7 Giugno 2010
Gli unici doveri a cui un giornalista non può...
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Lettera al Corriere della Sera
6 Giugno 2010
Con un articolo pubblicato ieri, il Corriere della Sera...
Commenti (289)




ARCHIVIO
31 Luglio 2010

Il dittatorello Berlusconi Silvio




Quello che poteva essere un normale contrasto tra galletti dentro lo stesso pollaio partitico, ha assunto il segno della conferma di un disegno eversivo, lo stesso disegno eversivo espresso dalla legge sulle intercettazioni: impunità e omertà, al posto di responsabilità personale e dell’informazione libera . L’imperativo del dittatorello, pluriinquisito, Berlusconi Silvio, è porre ostacoli all'accertamento di responsabilità, legando le mani e mettendo le manettealle forze dell'ordine e alla magistratura, che le manette dovrebbero metterle ai delinquenti. Il tentativo di Berlusconi è anche quello di mettere il bavaglio ai giornalisti, in sostanza è il progetto piduista di Berlusconi Silvio, pluri-inquisito e, grazie alle leggi ad personam, ancora non giudicato o condannato, come il suo compare, l’avvocato Mills. Berlusconi vuole porre ostacoli alla punibilità di amici di casta e di cricca, vedi Cosentino e Dell'Utri, imputato il primo per camorra e condannato il secondo per mafia, Brancher, il ministro del nulla appena condannato a due anni, ma anche Scajola e Verdini.

In tale scenario, Cesare Previti, già ministro della Difesa e poi condannato e affidato ai servizi sociali, ormai è un profeta del crimine. Vuole porre, al tempo stesso, il bavaglio ai giornalisti e ai blogger, per censurare e zittire informazioni e opinioni sgradite. In tale scenario, il Tg1 di Minzolini e il direttore generale della Rai, Mauro Masi detengono il modello di riferimento di una disinformazione di regime.

In questo scenario, il dittatorello Berlusconi caccia dal partito Gianfranco Fini e quanti si sono schierati con posizioni sgradite sulla questione morale e lascia nel partito e nel governo al loro posto il cofondatore di Forza Italia, Marcello Dell'Utri, Cosentino, Brancher, Bertolaso, Verdini, se stesso. Lascia, inoltre, e resta a garanzia del sistema, Gianni Letta, il Rasputin del terzo millennio. Palazzo Chigi ormai sembra il palazzo degli Zar, caratterizzato da imprevedibili minacce e atti di violenza. Fini e i suoi hanno osato opporsi al disegno di legge sulle intercettazioni e richiamare l'attenzione sulla questione morale e, implacabile, è arrivata l’espulsione, figlia della cultura della impunità di casta e del fastidio per opinioni diverse dalle veline, di ogni genere. E, a conferma del delirio di onnipotenza del Berlusconi Silvio, a conferma della soffocante coincidenza tra pubblico e privato, che costruisce caste e conflitti di interesse, a conferma del fastidio di ogni controllo sulla legalità, l'ufficio di presidenza del Popolo delle libertà e il presidente del Consiglio dei ministri, quarta carica dello Stato, hanno cacciato dal partito il cofondatore del PdL, Gianfranco Fini, e vogliono cacciarlo dalla carica di presidente della Camera. Un atto eversivo ed un tentativo di stravolgimento del sistema costituzionale. Quello che poteva essere un contrasto tra galletti dentro lo stesso pollaio partitico, ha finito con il confermare, per atti e fatti concludenti, la natura costituzionalmente eversiva e il progetto piduista del dittatorello Berlusconi e del suo governo.


30 Luglio 2010

E' crisi di governo: Berlusconi riferisca in aula




Da ieri sera tutto è cambiato e questa mattina nell’aula di Montecitorio si è di fatto aperta la crisi del governo. Non siamo di fronte ad un bisticcio, l’ennesimo, tra Berlusconi e Fini ma di fronte alla deflagrazione della maggioranza e all’implosione di un progetto politico e di un partito che doveva essere il grande partito della destra dei moderati italiani e della libertà ma che, alla fine, del concetto di libertà ha dimostrato di avere solo la presunzione del nome. Non appena uno dei due cofondatori, e alcune persone a lui vicino, si sono limitate ad esprimere liberamente le proprie opinioni e valutazioni su un tema come quello della questione morale, che nel Pdl è come parlare della corda in casa dell’impiccato, la maggioranza non ha retto. La difficoltà ... continua

29 Luglio 2010

Intercettazioni rimandate a settembre




Nel pomeriggio arriverà la comunicazione ufficiale ma vi anticipo già da ora la grande novità dell’estate e ve lo annuncio con un gran senso di soddisfazione e di orgoglio: il ddl intercettazioni sarà rinviato a settembre. Ci possiamo concedere il lusso di cantare vittoria, anche se, come diceva qualcuno, abbiamo vinto la prima battaglia e non la guerra ma è già uno straordinario segnale. E’ la dimostrazione che quando di fronte a noi c’è una grande battaglia di democrazia ci dobbiamo credere fino in fondo, perché le buone ragioni dell’opposizione, anche se minoritarie, sono sempre vincenti. E’ la prova che, quando l’opposizione, la società civile, i sindacati, le associazioni uniti in piazza ai semplici cittadini, fanno fronte comune e gridano forte, ad una voce sola, il rifiuto ad ogni forma ... continua

28 Luglio 2010

Supereroi muti




Dell'Utri Marcello, condannato in secondo grado per reati di mafia, piuttosto che difendersi nei processi, sta scrivendo un volume di cultura mafiosa. Con disprezzo e strafottenza per le azioni penali in corso, Dell'Utri Marcello pontifica e sembra rappresentare il popolo della cultura mafiosa. Stiamo parlando del senatore Marcello Dell'Utri, sì, il condannato per mafia è senatore! Dell'Utri Marcello, cofondatorte di Forza Italia con Berlusconi Silvio, pluri-inquisito e pluri-salvato da leggi ad personam, proposte dal proprio legale avvocato e deputato Ghedini, rimane al suo posto e ricorda che lo stalliere di cavalli e riferimento di mafiosi , Mangano Vittorio , è un eroe. Sì, il Sen.Marcello Dell'Utri ha detto, e più volte ripetuto, che lo stalliere condannato Mangano Vittorio è un eroe. Un messaggio da tipica cultura mafiosa. Secondo il parere ... continua

27 Luglio 2010

Giu' le mani dal web




Loro, i finiani, dicono di aver lavorato per la riduzione del danno ma che la legge sulle intercettazioni sia ora una legge accettabile è una colossale balla. Ci sono aspetti talmente odiosi in questo provvedimento che lo rendono del tutto inaccettabile e non c’è passo avanti o indietro che tenga. Il ddl intercettazioni è un gigantesco ed inesorabile passo indietro che ci riporta al paleolitico dell’informazione e al pleistocene della libertà. Ecco due nefandezze su tutte, per rispedirlo così come è al mittente: hanno mantenuto l’abrogazione dell’articolo 13 della cosiddetta legge Falcone, depotenziando la lotta alla criminalità organizzata e, con il comma 29 dell’articolo 1, hanno imposto una nefasta limitazione alla libertà del web, mai pensata prima e che non esiste in nessun altro paese del mondo. Il comma in ... continua

26 Luglio 2010

Mirafiori conta piu' di Pomigliano?




Le parole di Bossi sul futuro della Fiat non lasciano adito a equivoci. Nello stesso discorso il leader del Carroccio ha detto che Marchionne fa bene ad andare in Serbia perché lì gli danno i soldi, che Mirafiori non si tocca e, marginalmente ma neanche poi tanto, che l’obiettivo finale della Lega è avere una Padania libera. Tutto questo ha due significati fondamentali: la Lega è una forza ancora apertamente secessionista (e non a casa Alemanno ha ricordato proprio oggi che la parola “secessione” non è scomparsa dallo statuto della Lega) e l’intervento dei vertici del Carroccio sulla Fiat è volto a tutelare solo lo stabilimento di Mirafiori. E’ questo il quadro in cui il governo, di cui la Lega fa parte a pieno titolo, dovrebbe intervenire nella vertenza Fiat ... continua

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